L'introspezione e altre cose spaventose.

15.7.19


Questa mattina una delle persone più importanti della mia vita mi ha fatto delle domande molto difficili e personali a cui non avrei neanche voluto pensare, figuriamoci rispondere, e non solo perché erano le sette e mi stavo vestendo cercando di capire cosa mettermi con la pioggia battente che ha benedetto questo lunedì di luglio.
Io odio parlare di quello che penso e di quello che provo. 
Posso blaterare per ore di argomenti senza troppa importanza ma chiedetemi anche solo come sto aspettandovi una risposta onesta e mi manderete in crisi.
Mi sono resa conto però che in questi mesi le cose sono cambiate tanto -tanto per me, forse per una persona normale non è granché-.
Ho imparato che prendermi cura del mio corpo -mangiando le cose giuste, allenandomi, smettendo di bere caffè- e del mio intelletto -leggendo tantissimo, guardando serie tv stupide per distrarmi- va bene ma non basta.
Chiedermi il perché di determinati atteggiamenti non mi viene sempre facile.
Mettermi davanti allo specchio e chiedermi cosa voglio nella vita, cosa mi fa paura. Sono domande che odio farmi, forse perché in tanti casi so già perfettamente le risposte.
A me ha aiutato avere nel mio quotidiano delle persone che mi hanno spinta a farmele quelle domande, senza necessariamente voler sapere le risposte. 
Io non reagisco benissimo (=molto male) al giudizio altrui, mi rendo conto di essere fin troppo permalosa anche per piccolezze.
Però il giudizio che mi fa più paura è il mio e con me stessa sono spietata.
Sto lentamente imparando ad ascoltare le mie risposte senza odiarmi per queste. Sono piena di difetti, di cose che non so fare, di traguardi che non raggiungerò mai, di mancanze.
Sto facendo il possibile per ottenere sempre di più ma sto anche faticosamente imparando ad accettare che determinate caratteristiche non le posso modificare e non per questo faccio schifo.
Impormi di prendermi del tempo per prendermi cura di me stessa oltre a quello che faccio vedere agli altri è un processo tortuoso che mi sta dando delle piccole ma costanti soddisfazioni anche se gran parte del tempo non ne ho per niente voglia -un giorno vi racconto di quanto faccio schifo a meditare-.
Ritagliatevi del tempo tranquillo solo per voi, chiedetevi quelle cose che non avete voglia di chiedervi, cosa vi fa paura, cosa amate, cosa volete dalla vita, di cosa volete liberarvi. Non dovete condividere le risposte con nessuno, se non ve la sentite. Potreste scoprire qualcosa di voi che non avreste mai sospettato, non necessariamente positivo.
Io non mi sento di dirvi "amatevi" perché mi sembra così banale. Mi sento di consigliarvi di conoscervi il più possibile, di imparare il più possibile su quello che avete dentro, sulle conseguenze che hanno avuto su di voi le vostre esperienze di vita.
Vi aiuterà, se non ad amarvi, quantomeno a sopportarvi.
Perché ho scritto questo post? Non ne sono certa, penso però a tutte le persone che mi scrivono perché toccate qualche parola da me condivisa in questo spazio da quasi otto anni e ecco, tra tutte le cazzate che ho detto questa forse è l'unica utile.

3 comments

  1. Anche io mi sto facendo tante domande ultimamente, non è facile darsi risposte e quelle che ne escono non so o sempre piacevoli, come dici tu, ma sono necessarie per proseguire con la vita e non rimanere bloccati nel tempo. Un abbraccio forte, ogni cosa andrà al suo posto. Per me, per te, per tutti.

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  2. Io oggi sono tornata in terapia dopo tanto tempo probabilmente troppo. E anche solo questo colloquio conoscitivo è stato intenso perché mi ha costretta a fare il punto sugli ultimi tempi e non è un quadro necessariamenfe bello da guardare. Ma so che sono domande importanti e che anche se fa male devo affrontare certe cose. Non so dove mi porterà questo percorso ma sento di doverlo fare. Non ci sono risposte sbagliate almeno spero :p

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  3. Adoro quello che hai scritto. Non voglio aggiungere nulla perché per me è perfetto così <3

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Thanks for commenting <3